Siamo entrati da pochissimo nel nuovo anno e ancora i ricordi sono ben impressi nella mente ma soprattutto nel portafoglio. Il 2014 è stato un anno che molti ricorderanno per gli “scandali” relativi al Bitcoin che andrò a raccontare in questo breve articolo.

Quando parliamo di Bitcoin, parliamo sempre delle sue qualità, si millanta quanto sia comodo, veloce e affidabile per citarne alcune, ma è difficile ignorare o dimenticarsi che il Bitcoin nell’anno 2014 è stato anche oggetto di situazioni poco chiare come scandali, criminalità e sopratutto le truffe.

Molti casi riguardanti le valute digitali sono stati resi noti alle autorità di regolamentazione di tutto il mondo che hanno attuato strategie per approcciarsi a questa tecnologia dirompente, era inevitabile che anche per il Bitcoin qualcosa andasse storto.

Purtroppo come in tutti i settori e in tutti i paesi paesi ci sono sempre persone poco etiche e oneste, e quando queste operano in un settore con notevoli ambiguità giuridiche come il mondo dei Bitcoin le cose possono andare da bene a male in un lasso di tempo rapissimo.

Gli scandali del 2014 passano per fallimenti, frodi, scontri tra governo e monete virtuali, operatori del settore arrestati: che tutto questo serva da lezione, sperando che la comunità Bitcoin possa imparare qualcosa proprio grazie a queste esperienze.

Il fallimento di Mt.Gox

Il 2014 inizia subito con un bel botto, la piattaforma di Exchange giapponese che al momento del crack era la terza compagnia al mondo per volumi di scambi, Mtgox dichiara fallimento nel mese di Aprile. Già qualche mese prima molti utenti riscontrarono problemi di prelievi dai loro conti. La cattiva gestione del CEO Mark Karpeles ha portato a una perdita di 700.000 Bitcoin per gli utenti che si erano affidati a Mt Gox e gli effetti di questo collasso aziendale si sentono ancora oggi nel settore.

Chiusura di Silk Road (e arresto di Ross Ulbricht) 

La chiusura del più conosciuto e-commerce di prodotti illegali dove come unico mezzo di pagamento veniva utilizzato il Bitcoin, risale al 1 Ottobre 2013. In questo sito fuori dall’ordinario, si poteva acquistare droga, armi  e addirittura commissionare omicidi con i bitcoin.
Gestito da Ross Ulbricht conosciuto online come “Dread Pirate Roberts”, in seguito alla chiusura da parte dell’ FBI è stato arrestato e accusato di una serie di reati tra cui riciclaggio di denaro sporco e vendita di sostanze stupefacenti. Nel febbraio di quest’anno Ulbricht è stato incriminato e rischia una condanna all’ergastolo.
All’inizio di dicembre 2014 il governo degli stati uniti ha venduto 50.000 dei Bitcoin personali di Ulbricht, che continua a far parlare di se anche dal carcere.

Neo & Bee crolla con accuse di frode

Dopo le notizie poco confortanti dal Giappone per il discorso Mt Gox, il 24 Febbraio apre a Cipro la prima banca fisica per Bitcoin, dopo un grande e breve entusiasmo iniziale nel giro di pochi mesi iniziarono i problemi al punto da sospendere la negoziazione alla fine di Marzo e dopo 2 settimane il governo cipriota ha emesso un mandato d’arresto per il CEO  Danny Brewester accusato di frode e fuggito chissà dove.

Arresto di Charlie Shrem e chiusura di BitIstant

Inizio anno travagliato per amministratore delegato di Bit Istant società creata per la vendita di Bitcoin, Charlie Shrem al ritorno da un viaggio di lavoro è stato bloccato e arrestato all’aeroporto di New York City, accusato di aver riciclato circa 1 milione di dollari attraverso Silk Road  aiutato da  un altro operatore del settore Robert Faiella.

Charlie Shrem  oltre alla posizione di AD in BitIstant era anche il vicepresidente della Bitcoin Foundation, viene processato e condannato a 2 anni di reclusione dopo essersi dichiarato colpevole di favoreggiamento e di aver operato senza licenza.

Moolah chiude e il CEO Alex Green indagato per frode

Il mancato rilancio del famoso Exchange di altcoins, MintPal entra in questa graduatoria sui più famosi scandali della valuta elettronica dell’anno 2014.
In un annuncio sconvolgente, Alex Green, CEO di Moopay LTD ha rivelato il 14 ottobre 2014, che Moopay ha presentato  dichiarazione di fallimento, con la cessazione immediata di tutte le operazioni. Il bilancio di questa StartUp è stimato nella perdita di 4.000 Bitcoin e accuse di furto e frode nei confronti di Alex Green.

Rinnovamento nella Bitcoin Foundation

La Bitcoin Foundation è considerata l’organizzazione di informazione e per la diffusione del Bitcoin di più alto livello a livello internazionale si è trovata in forte difficoltà dopo  i recenti scandali per i suoi ex membri del consiglio Mark Karpeles e Charlie Shrem,  dimissionari dalle loro funzioni presso la Fondazione, le votazioni per eleggere un nuovo consiglio di amministrazione si sono susseguite con relative polemiche che hanno portato alle dimissioni  del direttore esecutivo Jon Matonis.

Il governo cinese censura Bitcoin  nei servizi di informazione

Il governo cinese in previsione dell’evento internazionale in programma a Pechino nelle giornate del 10/11 Maggio ha vietato ai servizi di stampa e televisione di mostrare servizi e articoli su questa manifestazione. La censura imposta dal governo nel limitare le informazione sulla moneta virtuale è dovuta alla grande risposta del popolo cinese nei confronti del Bitcoin, limitando informazione si pensa di limitare anche la diffusione.

La Russia dichiara illegale il Bitcoin.

Intanto,  Mosca continua ad essere molto meno amichevole verso le cose nuove dal mondo, persino più della Cina. Se infatti la Cina impedisce alla sua banca centrale conversioni e transazioni in Bitcoin, in Russia è da considersi illegale a tutti gli effetti il possesso dei wallet, cioè il Bitcoin non può essere usato né dalle persone giuridiche né dalle persone fisiche.

Non è stato proprio un bell’anno per i bitcoin.
Speriamo che il 2015 sia un anno di risalita e rinascita  in termini di credibilità e sicurezza.
Noi staremo sicuramet e ad osservare e ad aggiornarvi sulle principali novità

AlBit

* Fonte (http://www.coindesk.com/7-biggest-crypto-scandals-2014/)