Sarà dura per il curatore Stephen Darr ottenere un risultato in grado di soddisfare tutti.
By Beth Healy Globe Staff  December 16, 2014

In 35 anni di attività nell’ambito delle procedure fallimentari, Stephen Darr ha visto tante brutte storie.
Ha distribuito fondi ai creditori provenienti da una società produttrice di amianto, da un creatore di mitragliatrici e alle vittime di diversi schemi di Ponzi.
Ma nulla si avvicina alla portata del fallimento TelexFree Inc.
Mai nella storia un curatore fallimentare è stato responsabile della ripartizione degli asset di una società che i procuratori dicono abbia truffato 2,1 milioni di persone, da Boston all’Uganda.

Darr, un commercialista di professione e Senior Managing Director presso la Mesirow Financial Consulting di Boston, è il curatore fallimentare nominato dal tribunale e incaricato di liquidare le richieste di risarcimento delle vittime che in questo caso si ritiene debbano ricevere una cifra superiore a 1 miliardo di dollari. Secondo i procuratori, TelexFree era presumibilmente una società di telefonia a lunga distanza, ma in realtà, dal 2012, ha generato la maggior parte dei soldi attirando un ampio flusso di piccoli investitori fino a quando è stata costretta a chiudere i battenti, all’inizio del 2014.

Molti immigrati brasiliani hanno rischiato e perso, gran parte dei loro risparmi, nella speranza di poter ottenere i rendimenti generosi promessi.
Darr dice: “Mi sento molto vicino a queste persone. Hanno perso un sacco di soldi. Meritano di riaverli e il mio compito è di farlo tornare a loro, nel modo più rapido ed equo possibile”.

Potrebbe avere ricevuto l’incarico più difficile nell’intera Boston al momento. Sarà praticamente impossibile riuscire ad accontentare tutti.

Darr riceve una mezza dozzina di e-mail strazianti ogni settimana inviate dalle vittime di tutto il mondo, le quali si chiedono come e quando potranno riavere i loro soldi. Un professore del Ghana l’ha ringraziato per il suo lavoro e ha detto di sperare nell’intervento di Dio. Una donna di 21 anni residente in Framingham (Massachusetts, USA n.d.r.) ha scritto al curatore dicendo che la madre era caduta in depressione a seguito delle perdite imputabili a TelexFree. Un uomo di Madeira, un’isola al largo della costa del Marocco, si è offerto di mostrare a Darr il territorio se mai dovesse fare un viaggio in quella zona.

TelexFree ha presentato l’istanza di fallimento nel mese di aprile, poco prima che le autorità statali e federali facessero irruzione nell’ufficio Marlborough e depositassero le accuse di frode civile contro l’azienda. Carmen Ortiz, il procuratore statunitense in Massachusetts, ha sottoposto a sequestro un patrimonio riconducibile alla società, stimato in 150 milioni di dollari, comprese le auto e le barche di uno dei suoi proprietari.

TelexFree è nato in Brasile ma è stato chiuso nel 2013. Le autorità brasiliane hanno congelato un patrimonio di 350 milioni dollari. Facendo i conti della serva, questo significherebbe distribuire 238 dollari per ogni vittima. Ma non sarà così semplice. Infatti, Darr e la sua squadra devono organizzare un sistema di risarcimento in grado di verificare se ogni danneggiato avesse realmente un conto TelexFree e quanto denaro è stato effettivamente perso, accertandosi contestualmente che una richiesta di risarcimento presentata in Brasile, cui ha fatto seguito il pagamento, non sia stata presentata anche a Boston.

Preliminarmente un giudice fallimentare a Worcester (Massachusetts, USA n.d.r.) deve approvare questo sistema.

“Ci sono molte complessità in questo caso” ha detto Darr, intuendo drammaticamente la situazione.

E senza un verdetto di colpevolezza, non ci sono soldi da distribuire. I due proprietari statunitensi di TelexFree sono sotto processo con l’accusa di frode criminale. Uno di loro, Carlos Wanzeler, è fuggito in Brasile, il suo Paese natale, nel momento in cui la presunta truffa è crollata. E’ tuttora un latitante secondo i pubblici ministeri. L’altro, James Merrill di Ashland, è a casa con l’obbligo di indossare un braccialetto GPS e l’impossibilità di uscire. Entrambi negano le accuse, ma se riconosciuti colpevoli, potrebbero trascorrere fino a 20 anni in carcere.

Nel frattempo, le vittime TelexFree devono attendere.

Darr, ha 68 anni, ha due schermi di computer e un portatile sulla scrivania, manuali di contabilità sugli scaffali, e gode della vista sul porto dal suo modesto un ufficio ricavato all’interno della torre di Franklin Street.

Il professionista è nato a Quincy (Massachusetts, USA n.d.r.) e laureato presso il Boston College, con un MBA presso l’Università di Chicago ed ha un debole per la pesca del salmone nel nord del Canada. Ha trascorso la sua carriera a Boston, lavorando per il gigante contabile KPMG, prima della cessione del ramo d’azienda a Mesirow, il suo attuale datore di lavoro.
E’ molto conosciuto a Boston nel circuito delle procedure fallimentari. Tra gli altri casi, ha gestito i reclami contro i fondi feeder di Bernard Madoff. Darr ha assunto anche l’incarico di consulente finanziario del curatore fallimentare nominato per il caso New England Compounding Center, il quale prevede la distribuzione di 135 milioni dollari alle vittime della farmacia Framingham, coinvolta in un focolaio di meningite nel 2012.

I fallimenti raramente producono storie felici. Per Darr, TelexFree è una storia particolarmente dolorosa a causa del gran numero di vittime. In molti casi si tratta di persone che hanno perso una parte importante dei risparmi ottenuti con il proprio lavoro. Alcuni non parlano inglese e parte di loro sono senza documenti. Per questo motivo temono di attirare l’attenzione su di sé.

“Sono il sale della terra e gente laboriosa” dice Darr. “Molte persone non capiscono che in realtà Telexfree non era un business, ma tutto quanto è stato generato era solo fumo negli occhi.”

Negli Stati Uniti, presso il tribunale fallimentare di Worcester, alcune vittime della truffa hanno chiesto al giudice Melvin S. Hoffman di permettere al curatore, la riattivazione del business, dice Darr.
Come se ci fosse un business da riaprire.

Darr e due membri del suo staff di Boston hanno setacciato i dati di TelexFree e il suo programma informatico di contabilità, che è impostato in portoghese e include 1,3 miliardi di transazioni dei clienti. Darr ha detto di avere portato in giudizio i dati ottenuti dalle banche, avvocati e commercialisti e ha studiato attentamente circa 200.000 documenti, al fine di decifrare in quale modo TelexFree abbia gestito e raccolto denaro.

Ross Martin, un avvocato fallimentarista e partner dello Studio Ropes & Gray di Boston, ha detto che Darr è un professionista rispettato nel suo campo.

“La cosa fondamentale in questi casi è il lavoro combinato di esperti contabili e informatici, perché devono entrare e controllare i sistemi informatici, i dati, i contratti e mettere tutto insieme” dice Martin.

L’ufficio di Darr ha ricevuto 29.000 reclami scritti contro TelexFree, dall’inizio della vicenda. Ma è egli stesso a scoraggiare le persone dall’inviare altri documenti cartacei, volendo gestire l’intero meccanismo in forma elettronica, per una questione di costi ed efficienza.

“Il materiale è troppo voluminoso perché sia gestito” ha detto. Solo per gestire un reclamo cartaceo, fotocopiarlo e trasformarlo in un documento on line, il costo è di circa 10 dollari a reclamo, ha detto.
“Se avete un milione di richieste di risarcimento, con delle spese pari a 9 o 10 milioni dollari, avremo meno soldi da rifondere alle vittime.” Come in altri casi di fallimento, Darr e i suoi colleghi saranno pagati con i fondi recuperati che serviranno per risarcire anche le vittime.

Lo staff di Darr e lo studio legale ingaggiato, Murphy & King, possono guadagnare fino a $ 550 l’ora per il lavoro svolto sul caso. Darr può guadagnare fino a un massimo del 3 % rispetto al totale dei fondi distribuiti alle vittime e ai creditori. Un giudice deve approvare ognuno di questi pagamenti.

Darr stima che, a 10 minuti per ogni richiesta, una persona a tempo pieno, ci metterebbe otto anni per gestire 100.000 richieste. Invece, egli ha previsto la costruzione di un sito web in grado di permettere ai richiedenti di compilare un modulo online e ottenere una risposta veloce sulla loro idoneità a ricevere il risarcimento e una stima della somma.

Nadine Cohen, capo dell’unità per i diritti dei consumatori nell’area di Boston, un ente che fornisce assistenza legale alle persone a basso reddito, ha lavorato con i gruppi a supporto della comunità, come il Chelsea Collaborative, per fornire maggiori informazioni alle vittime di TelexFree.

“Il numero di persone è semplicemente schiacciante” dice Cohen. “Il nostro interesse è supportare le persone a basso reddito coinvolte nella faccenda le quali non hanno mai avuto i soldi indietro, per assicurarci che presentino correttamente le richieste di risarcimento.”

Anche lei sta lavorando con i procuratori e l’ufficio di Darr, affinché le vittime prive d’informazioni e che hanno perso i risparmi di una vita con TelexFree, possano presentare richiesta di risarcimento senza timore di rappresaglie.
“Vogliamo fare in modo che i diritti di tutti siano protetti” dice Cohen. “Credo che Stephen Darr sia stato molto sensibile, riguardo a queste tematiche.”
Alla fine, Darr dovrà sovraintendere a un sistema in grado di trattare tutti allo stesso modo. Secondo Darr, un revisore contabile il quale chiede aiuto per riavere centomila dollari non deve avere prelazione rispetto a 60.000 vittime sudafricane recentemente portate alla sua attenzione dal loro avvocato.

Dobbiamo passare attraverso questo percorso, non posso fare alcuna preferenza” dice Darr. “Ho il dovere di farlo.”

Anche i pubblici ministeri condividono la sua preoccupazione, per ottenere un risarcimento a favore delle vittime, nel modo più equo e rapido possibile. “Ma hanno anche la preoccupazione di mettere i cattivi in prigione.”

*Biz&Bit – Staff*

(* libera traduzione del testo originale)