L’Argentina è un Paese del Sud America, con un legame molto stretto all’Italia e in generale agli stati europei. E’ conosciuto anche per essere stato oggetto di parecchie disavventure finanziarie fin dal periodo successivo alla seconda guerra mondiale, quando ha subito numerosi attacchi da parte dell’inflazione e dell’iperinflazione.
Negli anni Ottanta, furono addirittura raggiunti dei picchi inflattivi in aumento fino al 20.000%.
Nel presente, nonostante le cronache di questi giorni, la situazione sembra essere migliorata, anche se la previsione di aumento dell’inflazione è stimata intorno al 38% entro la fine dell’anno 2014.

In questo contesto s’inserisce il discorso della cripto-valuta, basata su un sistema matematico privo di eccessi emotivi e strumentali. È stata studiata e creata con l’intento di fornire, tra le altre cose, anche un’efficace protezione contro l’inflazione.

Questa nuova valuta consente di aggirare il “cepo”, ossia l’insieme delle restrizioni legali messe in atto per impedire al denaro di lasciare il Paese. Un esempio di questi ostacoli consiste nei limiti mensili posti all’acquisto legale di dollari a un tasso di cambio stabilito dal Governo argentino (solitamente il 30-40% in meno rispetto al tasso offerto dal mercato nero).
Altro esempio è riscontrabile nella maggiorazione del 35% applicata alle transazioni con carta di credito eseguite fuori dall’Argentina.

Quando i suoi sostenitori affermano che l’uso di Bitcoin in Argentina negli ultimi tempi ha avuto un’impennata, c’è da crederci.
Quanto è veramente popolare la moneta virtuale nel paese sudamericano?
Essendo il Bitcoin è un sistema decentralizzato, misurarne la popolarità in un determinato Paese è difficile, ma ci sono segnali ben definiti i quali dimostrano l’interesse crescente in tutta Argentina per questo strumento di pagamento.

Secondo CoinMap, il numero di aziende aderenti al circuito Bitcoin in questo Stato è in forte crescita, tanto da ritenere questa richiesta, la più alta dei Paesi sudamericani.

Un altro segnale è dato dall’incremento del numero di download dedicati ai software utili a eseguire transazioni in Bitcoin.
Per finire, dalla fine di maggio, gli utenti argentini hanno avuto anche la possibilità di accedere a un portale di scambio Bitcoin in tempo reale, chiamato Bitex.la.

Non sono però tutte rose e fiori e a tal proposito alla fine di Maggio, la Banca Centrale argentina ha rilasciato una dichiarazione volta a scoraggiare l’utilizzo delle valute virtuali. La banca, tramite i suoi dirigenti, ha fatto sapere, che queste monete non hanno l’appoggio del Governo e sono soggette a fluttuazioni selvagge del prezzo. Lo scopo era evidentemente quello di criminalizzare l’uso di questi mezzi di pagamento e infondere paura nei suoi sostenitori. L’Istituto centrale ha evidenziato i rischi connessi alle operazioni eseguite tramite questi sistemi. In realtà quella argentina non è una voce isolata, infatti, altre Banche Centrali hanno emesso avvisi simili.

Gli utilizzatori di Bitcoin in Argentina sono al momento numericamente contenuti e non possono essere definiti un movimento di massa. La stessa Fondazione Bitcoin Argentina stima il numero di utenti compresi tra le 15.000 e le 20.000 unità. Una delle ragioni di quest’uso limitato è da imputare alle competenze digitali richieste per operare in Bitcoin, qualità non ancora diffusa nella mentalità argentina. Un secondo motivo è legato al rischio intrinseco della compravendita di Bitcoin, il cui valore è sceso da circa 1.200 $ a 600 $ in poche settimane. Un ostacolo oggettivo è rappresentato dalla difficoltà nel procurarsi Bitcoin in Argentina.
Se non hai un conto corrente bancario estero, è piuttosto difficile riuscire ottenerli.
Ci sono però delle felici eccezioni, infatti, alcuni business, come BitPagos e BTCTrip vendono beni e servizi all’estero attraverso transazioni con questa moneta, permettendo così a qualche Bitcoin di entrare nel Paese.

Tuttavia le regole governative limitano l’afflusso e la creazione di Bitcoin. I trasferimenti internazionali di denaro, da utilizzare per l’acquisto all’estero della cripto-valuta, sono limitati, come lo è l’importazione di computer per “minare” Bitcoin (è il modo in cui la valuta virtuale è creata).
L’Argentina è un esempio pratico di quanta strada deve ancora fare la moneta virtuale per essere realmente competitiva rispetto alle normali divise circolanti. Detto questo, se il Bitcoin migliorasse la propria appetibilità per l’utente comune attraverso una migliore facilità d’uso, minore volatilità, diffusa liquidità e se la politica monetaria non la soffocasse, il Paese potrebbe diventare terreno fertile per la cripto-valuta e le sue alternative digitali.

Esistono altri segnali positivi provenienti dall’Argentina. Si tratta della nascita di nuovi Team i quali scommettono sul futuro della moneta virtuale supportati da esperti di Network Marketing come Biz&Bit. L’esempio concreto è dato dalle numerose affiliazioni al progetto Unetenet eseguite da questi gruppi, nonostante le oggettive difficoltà.
*Biz & Bit – Staff*