Solo il termine paradiso fiscale fa pensare a luoghi tropicali in cui le tasse sono minime o addirittura assenti  e circolano capitali di dubbia provenienza, persone poco raccomandabili, e tutte robe del genere. Forse però è meglio fare chiarezza e capire meglio quali sono i nuovi paradisi fiscali, leggi bene perchè ci sarà da ricredersi.

La parola paradiso fiscale è già una traduzione errata della parola inglese “Haven” che significa “porto sicuro” e quindi “rifugio”, parola molto simile a Heaven che significa paradiso. Il reale significato è quello di un posto in cui sfruttando le legislazioni e i cavilli si pagano meno tasse, ma questo non ha nulla a che vedere con l’illegalità.
Sicuramente ci sono anche persone in cattiva fede e non vorrei affrontare questo argomento, lo scopo di questo post è quello di farvi capire che è possibile ottimizzare il proprio carico fiscale limitando il denaro destinato alle tasse, ma tutto ciò in maniera estremamente legale.

Le nuove mete fiscali più attraenti sono se non confinanti comunque molto vicine a noi, spesso cerchiamo oltreoceano complicandoci la vita e la comodità di avere tutto a poche ore di volo.

Spesso scopriamo di non avere nemmeno bisogno di un paradiso fiscale, ma semplicemente una migliore organizzazione fiscale della propria società o semplicemente per una questione di risparmio di costi o di operatività.
Tanto per fare un esempio, aprendo una Ltd inglese potresti sia avere un’attività legata al web che ulteriori attività non legate minimamente al precedente, in poche parole se la tua azienda non funziona, puoi cambiare settore senza nessun problema e quindi senza la necessità di doverla cambiare.

Ma vediamo quali sono i paradisi fiscali della porta accanto e quali sono le condizioni di vantaggio praticate anche per attrarre investimenti stranieri.

1. Isole Canarie.

Le isole Canarie sono una comunità autonoma nonostante faccia parte della alla Spagna. L’Iva ha un’aliquota piuttosto scontata rispetto al continente: la percentuale di prelievo è al massimo il 13,5 per cento senza contare le zone franche. Di conseguenza, il prezzo di molti beni diventa molto più conveniente. I carburanti hanno un prezzo inferiore del 50% rispetto al nostro Paese.
C’è un regime fiscale speciale grazie al quale si pagano il 40% di tasse in meno che in Italia.
Approfondiremo l’argomento in un post dedicato.

2. Cipro

In questo caso il vantaggio non è tanto per quanto riguarda al tassazione in se ma la facilità della gestione e il fatto che ci siano pochi controlli. Tanto per fare un esempio, il Fisco non richiede molte informazioni contabili alle società così come non sono state particolarmente invasive in passato le verifiche sui movimenti bancari. Né finora è stata una priorità la firma di molti accordi con gli altri Stati comunitari per consentire lo scambio di informazioni.

3. Irlanda

I redditi da attività commerciale sono tassati con un’aliquota proporzionale del 12,5 per cento: è fondamentale però, che l’attività sia svolta nel territorio irlandese. Dublino ha mantenuto la tassazione light nonostante le forti pressioni franco-tedesche e gli aiuti ricevuti internazionali per salvare le banche.
Molti colossi hanno infatti deciso di stabilire le proprie sedi proprio a Dublino, con un disappunto degli altri stati in cui realmente queste società creano redditi, facebook, gooogle, sono solo degli esempi

4. Il Jersey

Il Jersey è un’isola nel canale della Manica, non rientra nell’Unione europea ma nell’area di libero scambio europea e ha stipulato alcuni accordi internazionali.e non fa parte del regno unito seppur sia alla sua dipendenza.
Anche se non è considerato a tutti gli effetti uno Stato indipendente, ha una propria identità internazionale e un governo autonomo.
Le persone fisiche sono tassate secondo un’aliquota proporzionale del 27%,  da applicare su redditi al netto delle deduzioni fiscali o  se più conveniente, del 20% sul reddito lordo senza le deduzioni.

5. Isola di Man

Anche se probabilmente non l’hai mai sentita, tra Inghilterra e Irlanda possiamo trovare L’isola di Man.
Come la precedente, non fa parte del Regno Unito né dell’Unione europea, ma ne è alla dipendenz e rientra nell’area di libero scambio europea avendo stipulato alcuni accordi internazionali.
L’aliquota sul reddito delle persone fisiche è pari al 10%, i redditi che superano 10.500 sterline o 21mila sterline per le coppie sposate sono, invece, assoggettati all’aliquota del 20 per cento. È previsto un limite massimo per l’imposta dovuta dai soggetti residenti pari a 120mila sterline (circa 140mila euro)

6. Lussemburgo

Questa era la più facile da intuire, nonostante le ultime riforme abbiano reso il sistema fiscale meno vantaggioso, la tassazione in questo piccolo Ducato mantiene una grande attrazione. L’aspetto di maggiore attrattività sta nel meccanismo di prelievo sui dividendi distribuiti dalle società.
La tassazione sui redditi avviene comunque secondo aliquote progressive fino a un massimo del 38,95% , non sembrerebbe un grande affare eppure molte società lo trovano comunque vantaggioso.

7.Malta

L’imposta sui redditi delle persone fisiche è calcolata grazie ad aliquote progressive per scaglioni di reddito fino a un tetto massimo del 35%.
Ci sono poi meccanismi di tassazione diversi a seconda che i redditi siano interamente prodotti o conseguiti in territorio maltese o se all’estero.
In ogni caso il regime fiscale a Malta è molto vantaggioso sui redditi da partecipazioni, royalties e capital gain. Anche in questo caso approfondiremo meglio.

8. Regno Unito

Non poteva mancare Londra e tutto il Regno Unito a questa meravigliosa,  il prelievo sulle società (corporate tax) è al 24% chiaro segno che Londra sta agendo sulla leva fiscale per fare in modo che sempre più imprese vadano a investire nel Regno Unito a discapito di altre.
Il governo inglese, infatti, ha avviato un percorso di riduzione dell’aliquota sui redditi societari, abbattendo di due punti percentuali il prelievo a partire dall’aprile dell’anno scorso e punta ad andare avanti con un’ulteriore limatura anche negli anni a seguire.

9. Svizzera

Nell’elenco dei paesi vantaggiosi fiscalmente non poteva mancare la Svizzera. Le aliquote di imposizione fiscale elvetiche sono tra le più basse in Europa, e questo riguarda sia le aziende sulle quali l’erario esercita una pressione media che varia tra il 16 ed il 25% sia per le persone fisiche (dal 5 al 20%).
L’Iva è la più bassa in Europa, è all’ 8%, ai beni di consumo viene applicata un’aliquota del 2,5%; istruzione e cure mediche sono esenti.
Possiamo dire che è la candidata numero uno come miglior paradiso fiscale europeo.

10. Italia

Le tasse son al 15%, la burocrazia è snella e il paese vanta incentivi sempre maggiori per favorire aziende e lavoratori.
Il sistema pensionistico è fra i più redditizi e i fondi destinati alle persone in difficoltà sono all’ordine del giorno.
Questo è quello che mi sarebbe piaciuto scrivere ma come bene sapete è tutta un altra storia, a meno che…

Ve lo dico la prossima volta…

Ale  Biz

*BizandBit Staff*